"...quando per caso il Signore mi cava fuori una parola che è utile alle anime, la capisco dal male che mi fa..."
mercoledì, 04 novembre 2009 , ore 19:59
Nella colonna dei link, a sinistra, ce n'è uno che parla de "il Santo calunniato" e si riferisce al sito di San Josémaria Escrivà, il fondatore dell'Opus Dei. E' vero che lui e l'Opera sono oggetto di calunnie? Personalmente ritengo di sì e anzi mi dispiace che spesso tali calunnie vengano addirittura dal mondo della Chiesa...
Ma non è di questo che volevo parlare: il fatto è che, come ebbi a scrivere qui e qui, da un po' in paese abbiamo un piazzale intitolato ad Escrivà. Ebbene, una prima volta la targa che porta il nome del Santo è stata imbrattata e divelta, una seconda fatta letteralmente a pezzi.
Non so se questo gesto rientri fra le "calunnie" e non so se si tratti di gesti sconsiderati di ragazzotti annoiati o di provocazioni premeditate di qualche "lobby" anti-Opus Dei; la cosa curiosa è che, a terra, uno dei "gentiluomini" ha scritto con lo spray: "Piazzale Fabrizio De André".
E allora mi sono detto: "Ecco! Al posto dei crocefissi nei luoghi pubblici, un bel poster di De André!".
Sempre che in Finlandia non tiri di più il Battisti...
Ma, come disse qualcuno, non è meglio amare l'infinito?
...ma inumano è pur sempre l'amore
di chi rantola senza rancore
perdonando con l'ultima voce
chi lo uccide fra le braccia di una croce.
E per quelli che l'ebbero odiato
nel getzemani pianse l'addio
come per chi l'adorò come Dio
che gli disse sia sempre lodato,
per chi gli portò in dono alla fine
una lacrima o una treccia di spine,
accettando ad estremo saluto
la preghiera l'insulto e lo sputo.
E morì come tutti si muore
come tutti cambiando colore
non si può dire sia servito a molto
perché il male dalla terra non fu tolto.
Ebbe forse un pò troppe virtù,
ebbe un nome ed un volto: Gesù.
Di Maria dicono fosse il figlio
sulla croce sbiancò come un giglio.
Fabrizio De André - Si chiamava Gesù
Chissà, forse anche De André l'aveva capito...
maturin
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categoria : musica, sfoghi, storie vere, santi, osservazioni di uno qualunque
lunedì, 21 settembre 2009 , ore 11:42
Da qualche giorno, nella colonna dei "link" c'è un nuovo blog: "Di Dio, innanzitutto". L'ho aperto io. Intendiamoci, non ho intenzione di abbandonare l'amato paesino di Ambricourt, né di lasciare tutto solo il collega Resamo; si tratta solo di un omaggio alla figura di un santo al quale mi sto sempre più appassionando: san Tommaso Moro.
Sul blog troverete il racconto della sua esperienza di uomo e di cristiano. Di come egli riuscì a rimanere fedele alla sua coscienza pur subendo pressioni fortissime da ogni parte. Di come seppe essere "nel mondo ma non del mondo". Di come andò a morire, amando la vita, da fedele servitore del Re, ma di Dio innanzitutto...
"Vi chiedo di essere testimoni con me,
che ora sarò messo a morte
nella fede e per la fede della Santa Chiesa Cattolica.
Vi imploro di pregare per il Re.
Ditegli che sono morto suo fedele servitore...
...ma di Dio innanzitutto".
maturin
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categoria : santi
martedì, 04 agosto 2009 , ore 16:56
Collaboro da anni con la radio di una delle due parrocchie del mio paese. In tanti anni ho fatto molte cose: dai programmi di informazione a quelli di intrattenimento a quelli demenziali. Non avevo mai fatto un'intervista. Ora l'ho fatta e, se gradite, vorrei condividerla con voi.
Si parla di questo.
maturin
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categoria : santi
venerdì, 26 giugno 2009 , ore 10:53
Oggi la Chiesa ricorda San Josémaria Escrivà.
A questo proposito, mi piace raccontare che il mio paese, proprio in questi giorni, ha voluto intitolare a questo grande santo un luogo importante della nostra isola: il piazzale antistante il faro. Ora, si dà il caso che il nostro sia il faro più a ovest d'Italia e che dall'altra parte del mare ci sia la Spagna, la terra che ha dato i natali al fondatore dell'Opus Dei, per cui, anche se lontano dal paese, non poteva esserci luogo migliore per ricordare San Josémaria e per affidarci, nella preghiera, alla sua intercessione.
Il faro, che con la sua luce indica la giusta rotta ai naviganti, è il giusto simbolo di questo "faro della fede", che con i suoi insegnamenti e con il suo esempio ci insegna come vivere santamente il quotidiano e come santificare l'ordinario.
maturin
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categoria : santi
giovedì, 16 aprile 2009 , ore 09:24
Quando ho scritto il post precedente, e ho inserito la diretta dalla Grotta di Lourdes, non ricordavo che pochi giorni dopo sarebbe stata la festa di Santa Bernadette. E' una piacevole sorpresa.
Altra piacevole nota della giornata è il compleanno del Papa. Auguri Santità!
Che Santa Bernadette interceda e preghi per il Santo Padre e per tutti noi.
maturin
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categoria : santi, il papa, lourdes
martedì, 21 ottobre 2008 , ore 09:50
21 ottobre
San Gaspare del Bufalo,
Sacerdote e fondatore
Gaspare del Bufalo nacque a Roma il 6 gennaio 1786 da Antonio, che era cuoco dei Principi Altieri, e da Annunziata Quartieroni. Fin dai primi anni si fece notare per una vita dedita alla preghiera ed alla penitenza e per segni, non dubbi, della chiamata alla vita religiosa. Completati gli studi presso il Collegio Romano che in quei tempi, data la soppressione della Compagnia di Gesú, era diretto dal clero secolare, nel 1798 indossò l'abito talare e si diede ad organizzare opere di assistenza spirituale e materiale a favore dei bisognosi. Si deve a lui la rinascita dell'Opera di S. Galla, della quale fu eletto direttore nel 1806.
Ordinato sacerdote il 31 luglio 1808, intensificò l'apostolato fra le classi popolari fondando il primo oratorio in S. Maria in Pincis e specializzandosi nell'evangelizzazione dei « barozzari », carrettieri e contadini della campagna romana, che avevano i loro depositi di fieno nel Foro Romano, chiamato allora Campo Vaccino.
Fra il 1809 ed 1810, dopo che Napoleone Bonaparte aveva occupato Roma, Gaspare, fedele a Papa Pio VII e alla Chiesa romana, rifiutò di prestare giuramento di fedeltà all'Imperatore (Non debbo, non posso, non voglio disse laconicamente). Seguì, quindi, la sorte del suo pontefice e fu costretto all'esilio dapprima a Piacenza e poi imprigionato a Bologna, Imola e Lugo.
Tornato a Roma nei primi mesi del 1814, dopo la caduta di Napoleone, mise le sue forze e la sua vita al servizio del Papa. Pio VII gli diede l'ordine di dedicarsi alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale dell'Italia e Gaspare abbandonò la città, la famiglia ed ogni altro suo progetto per dedicarsi totalmente al ministero assegnatogli, al quale attese per tutto il resto della sua vita, con zelo instancabile. Quale mezzo efficacissimo per promuovere la conversione dei peccatori, per debellare lo spirito di empietà e di irreligione, scelse la devozione al Sangue Preziosissimo di Gesú e ne divenne ardentissimo apostolo.
Per meglio raggiungere il suo nobile intento, il 15 agosto 1815 fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, a cui si iscrissero uomini di grande santità, come il ven. servo di Dio Giovanni Merlini, Giovanni Mastai Ferretti, il futuro Pio IX, Biagio Valentini, Vincenzo Tani e altri ancora, morti in concetto di santità. Nel 1834, inoltre, diede inizio all'Istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue, coadiuvato dalla b. Maria De Mattias, che egli stesso aveva chiamato a tale missione. Le due famiglie religiose trovarono il terreno fecondatore nella Pia Unione del Preziosissimo Sangue, oggi Unio Sanguis Christi, che, insieme con Francesco Albertini, Gaspare aveva istituito fin dal 1808, a vantaggio di tutti i fedeli, e che si era propagata in Italia e all'estero.
L'apostolato di Gaspare, segnato da fatiche e sofferenze non comuni, benedetto da Dio con frequenti manifestazioni soprannaturali, fu di enorme efficacia. Al suo passaggio fiorivano la fede e la pietà cristiana, cessavano gli odi e il malcostume, si verificavano strepitose conversioni.
Sostenne con straordinario coraggio la lotta accanita che gli mossero le società segrete, in particolare la massoneria. Ma nonostante le loro minacce e gli attentati alla sua stessa vita, non cessò mai di predicare apertamente contro tali sette, fucine di rabbioso laicismo ateo; convertì intere logge massoniche e non si stancò di mettere in guardia il popolo contro la loro propaganda satanica. Per questo era chiamato col titolo glorioso di «martello dei settari». Chiamato dai fedeli Angelo della pace, Terremoto spirituale, Vittima della carità, Gaspare ispirò la sua azione a quella di san Francesco Saverio. È ricordato anche come il predicatore dei briganti, ovvero dei malavitosi che andò ad evangelizzare e a convertire nei rifugi sui monti posti fra il Lazio e la Campania.
Morí a Roma il 28 dicembre 1837, in una stanza del palazzo Orsini sopra il Teatro Marcello. S. Vincenzo Pallotti vide la sua anima salire al cielo in forma di stella luminosa e Gesú venirle incontro.
Fu beatificato da S. Pio X il 18 dicembre 1904 e canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954.
Il suo corpo riposa a Roma nella chiesa di S. Maria in Trivio.
Giovanni XXIII, nel discorso tenuto in S. Pietro il 31 gennaio 1960 per la chiusura del sinodo romano, definì S. Gaspare: «Gloria tutta splendente del clero romano, che fu il vero e piú grande apostolo della devozione al Preziosissimo Sangue di Gesú nel mondo ».
A lui è intitolata una parrocchia romana nel quartiere Tuscolano e numerose scuole e ospedali sparsi nel mondo grazie alla grande affabilità dei Missionari da lui fondati.
La sua data di culto per la Chiesa Universale è il 28 dicembre, mentre la sua Congregazione lo ricorda in data 21 ottobre.
Significato del nome Gaspare: "amabile maestro" (persiano).
maturin
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categoria : santi