Preghiamo per Caterina Socci - Gli aggiornamenti su "antoniosocci.com"
Caterina canta "Voi Ch'amate Lo Criatore"

giovedì, 30 aprile 2009, ore 15:34
Un'altra data controversa: il primo maggio.  Dove il calendario dice "San Giuseppe lavoratore", alcuni hanno ritenuto di eliminare il Giuseppe per occuparsi solo dei lavoratori e di un certo tipo di lavoratori. Quelli di un certo colore; e si sa che il colore dei veri lavoratori è rosso.
Ma non voglio buttarla in politica... Ma anche sì... Per me il primo maggio è legato indissolubilmente alla nascita di un grande uomo e un grande scrittore che di rosso aveva ben poco: Giovannino Guareschi. Compirebbe 101 anni.
Auguri caro Giovannino! Sarò un sentimentale ma a quest'uomo io voglio un gran bene!

Propongo questo straordinario documento: una puntata del programma "Incontri" di Indro Montanelli del 1959. Quasi un cortometraggio nel quale si può godere di un Guareschi spassoso e in gran forma.
Buona visione e buon primo maggio, di qualunque colore sia il vostro lavoro!
 
maturin
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categoria : guareschi, cose che mi piacciono

lunedì, 19 gennaio 2009, ore 09:10
aidaITALIA CRISTIANO-MARXISTA
- Che fanno? Assaltano la chiesa?
- No, vanno dal parroco a far benedire la bandiera dell'Associazione Internazionale per la Diffusione dell'Ateismo.
(Giovannino Guareschi - 1968)
maturin
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categoria : guareschi, ridere e sorridere

martedì, 22 luglio 2008, ore 09:14
"L'è mort Zvanì. Puret, l'è mort Zvanì!" diceva il pescatore passando di bottega in bottega. Wanda, la suocera del bagnino, la mattina di quel 22 luglio 1968, poco dopo le sette aveva spalancato la finestra della camera da letto e aveva dato il buongiorno a Guareschi che stava aprendo la sua: bel giorno, signor Guareschi! Guareschi aveva alzato lo sguardo verso il cielo terso. Era in pigiama e vestaglia. Morì in quell'istante. Il cuore gli si fermò di colpo.

1949Il corpo di Guareschi fu riportato alle Roncole il giorno dopo. Ad attenderlo c'era qualche amico venuto da Milano. Poi, cappelli in mano e occhi bassi, gli amici delle Roncole, di Busseto, delle Fontanelle. I contadini, i muratori, i briscolanti lo vegliarono. Era stato composto nella sua giacca di velluto a coste, camicia a scacchi. Nel preparargli la giacca avevano trovato nelle tasche una scarpetta di Carlotta quando aveva ancora pochi mesi e un pezzo di roba dura che pareva legno pietrificato ed era invece il pezzetto di parmigiano con le impronte dei dentini di Albertino, che Guareschi aveva stretto tra le mani e portato sul cuore per mesi sulle sabbie dei lager nazisti.

Quindici giori prima, nel suo bar, Guareschi aveva fissato negli occhi il capomastro Pirén e non si capiva cosa fosse quel sorriso che gli tremava sotto i baffi. Gli aveva detto di scavargli, dopo morto, una buca profonda. Poi di prendere una benna di terra sul greto del Po e coprirlo, che per riposare bene, il corpo deve stare a contatto con la terra fresca in una buca profonda, senza mattoni, marmo o altre porcherie del genere.

Così scrisse una volta: "Adesso vi racconto tutto di me: ho l'età di chi è nato nel 1908, conduco una vita molto semplice, non mi piace viaggiare, non pratico nessuno sport, non credo in tante fantasticherie. Ma in compenso credo in Dio".

"Tutto bene -diceva- perché è l'ampio, eterno respiro del fiume che pulisce l'aria. Del fiume placido e maestoso sull'argine del quale, verso sera, passa rapida la Morte in bicicletta. O passi tu sull'argine di notte e ti fermi e ti metti a sedere e guardi dentro un piccolo cimitero che è lì, sotto l'argine. E se l'ombra di un morto viene a sedersi vicino a te, tu non ti spaventi e parli tranquillo con lei".
Beppe Gualazzini

maturin
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categoria : guareschi, cose di altri

mercoledì, 28 maggio 2008, ore 10:12
Oggi esce "Il Grande Diario" di Giovannino Guareschi. Il resoconto dettagliato dei due anni di prigionia nel Lager, una piccola parte del quale ha costituito l'ossatura del già edito "Diario Clandestino". Lo si credeva perduto ma, grazie a Dio, perduto non è...

il_grande_diario Sabato 30 settembre 1944. Freddo - salute bene - amicizia col sasso - fffffff(ame). Ho fatto amicizia con un sasso. Ho portato a spasso un sasso. Già da ventitré giorni i ventitré della cameretta di Novello mi vettovagliano. Viene ogni mattina un barbuto capitano, il capitano Aloisi, con una ciotola di patate e la porge con piglio fiero al tenente Giovannino. Patate che ogni giorno essi sottraggono alla loro magra razione. Debbo a questi compagni se non sono morto di fame quando il mio sciagurato stomaco delle porcherie che ci elargisce il Grande Reich tollerava soltanto le patate: Corti, Novello, Rebora, Negri, Aldeghi, Malavasi, Buzzetti, Rizzolati, Andres, Angelini, Pucci, i vecchi di Beniaminowo e Vialli della Baracca 93 mi hanno pure regalato latte, panbiscotto, farina lattea, bicarbonato. E questa non è beneficenza e non è neanche amicizia, è qualcosa di più. E io sono lieto che il comando tedesco mi neghi quel goccio di latte e quel pezzetto di pane bianco che l'infermeria mi passava da un mese al posto del pane nero perché questo ha permesso a degli italiani di dare anche qui, dove vige la legge della giungla, una dimostrazione di civiltà.

guareschi_nel_lager_1
maturin
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categoria : guareschi

venerdì, 09 maggio 2008, ore 13:08
Non li avevo dimenticati i 100 anni di Giovannino. Come avrei potuto?
Mi è solo mancato il tempo di ricordarlo al momento giusto. Anche quando è nato, il 1° maggio del 1908, la gente era impegnata a sventolare bandiere rosse, e non aveva tempo per lui. E anche oggi pochi se ne ricordano... anzi in verità sono molti, direi moltissimi, ma lo fanno in silenzio, tra le lacrime e i sorrisi dei suoi racconti.

E allora ecco qua. Alcune delle mie lacrime più belle le ho versate su questa scena.
Auguri caro Giovannino! E, se puoi, dacci una mano da lassù, che qui ogni tanto ci viene "un magone grosso così" e pare che noi si abbia "un gatto vivo dentro lo stomaco"...



maturin
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categoria : guareschi

venerdì, 19 ottobre 2007, ore 09:03

...E la mia settimana finisce così...

maturin
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categoria : briciole, guareschi

mercoledì, 18 luglio 2007, ore 09:58

Giovannino, internato nel Lager, sogna il suo ritorno a casa:

“Alla svolta c’è una cappelletta col sedile davanti, e sul sedile c’è qualcuno che mi chiama con voce un po’ lontana. “Giovannino!”.
O vecchia, o vecchissima nonna Giuseppina: perché hai abbandonato la tua placida tomba coperta d’erba e sei venuta fin qui? Sarei venuto io, nonna Giuseppina, a trovarti e a portarti il fiore che ho colto laggiù, in quella triste terra. L’ho qui nel portafogli, nonna Giuseppina: te l’avrei portato e ti avrei raccontato tutto.
“Lo so, Giovannino, ma non ho avuto la pazienza di attenderti e ti sono venuta incontro”. “Aspetti da tanto, nonna Giuseppina?”. “Dal giorno in cui sei partito. Sono mesi e mesi che sto qui a parlare di te con questa buona Madonnina. Ti conosce anche lei: ti ha visto passare mille volte di qui con la tua borsa a tracolla. Dallo a lei il tuo fiore. Io ne ho già tanti: la mia tomba è piena di fiori. C’è anche un papavero rosso: Giovannino, se vieni te lo do”. “Verrò, nonna Giuseppina”. Infilo il mio fiorellino secco nella scatoletta che sta sulla mensola, davanti all’immagine, e il fiore riapre la corolla e si colora come se fosse stato reciso un minuto fa.
“Ciao Giovannino. E non bere acqua fredda, quando arrivi. E rimettiti il berretto”.
Nonna Giuseppina si allontana, curva sul suo bastoncello, per la via dei campi.

Guareschi


maturin
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categoria : guareschi, cose di altri

mercoledì, 20 dicembre 2006, ore 09:30
Giovannino trascorse due anni nei lager nazisti come internato militare. Avrebbe potuto tranquillamente tornare a casa dichiarando di aderire alla Repubblica Sociale, ma non lo fece; non tanto per ragioni politiche, ma semplicemente perché, in quanto soldato del Regio Esercito Italiano, aveva giurato fedeltà al Re, e tanto bastava. Erano i tempi in cui un giuramento aveva ancora un valore. Altri tempi ed altri uomini. Molti aderirono e tornarono a casa; lui no. Tornò quando tutto fu finito; pesava solo quaranta chili, ma in compenso aveva un paio di baffi nuovi di zecca.
Ecco alcuni estratti “natalizi” tratti dal suo "Diario Clandestino" e dal "Grande Diario", inedito:

Il Presepe...
10 Dicembre. Neve. Ho trentacinque anni ma ricordo che ne ho avuti otto e, rimboccati i baffi, mi costruisco un piccolo Presepe di cartone. Lo faccio smontabile. Non si sa mai.

Doni di Natale nel lager…
Allestimmo anche un grande albero di Natale , allora, e i regali erano scritti su cartellini. A me ne toccò uno con scritto sopra: “un chilogrammo di torrone”. E ne fui felice, perché a me il torrone è sempre piaciuto moltissimo.

Il Bambino Gesù...
25 dicembre. Regalo del Bambino Gesù: i reticolati sono coperti di candidi fiori di gelo. Dati i tempi ha fatto anche troppo.

E Buon Natale, caro vecchio Giovannino...
maturin
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categoria : briciole, guareschi, cose di altri