"...quando per caso il Signore mi cava fuori una parola che è utile alle anime, la capisco dal male che mi fa..."
venerdì, 12 gennaio 2007 , ore 11:07
Stamattina, come ogni giorno, compro l’Avvenire e leggo per prima cosa “Il mattutino”, di mons. G. Ravasi. La rubrica inizia con una frase di John Henry Newman, la cui identità e fede non sono sconosciuti all’amico Maturin.
Non aver paura che la vita possa finire. Abbi invece paura che possa non cominciare mai davvero.
Volevo scriverci un post pieno di riflessioni mie, noioso come al solito. Invece credo che non sia necessario aggiungere nulla.
Buon fine settimana.
Resamo
P.link ¤ commenti (1) ¤ commenti (1)(popup)
categoria : briciole, cose di altri, john henry newman, gianfranco ravasi
giovedì, 14 dicembre 2006 , ore 11:05
Distinguo a pena la Madonna, ha immoti
gli occhi lucidi come lame, come
le sette spade che le stanno in cuore;
intorno, un po' d'argento luce: i voti
degli umili, dei buoni senza nome
ch'ebbero ancora fede nel dolore.
Sergio Corazzini (citato dal "Mattutino" di Gianfranco Ravasi dell'otto dicembre)
maturin
P.link ¤ commenti ¤ commenti (popup)
categoria : poesia, briciole, gianfranco ravasi
mercoledì, 08 novembre 2006 , ore 10:56
01 Novembre 2006
MATTUTINOGEMME NASCOSTE
Il santo indossa abiti vili, ma nasconde le gemme nel suo petto.
Ecco oggi davanti a noi la gran folla dei santi noti e ignoti. La Lettera agli Ebrei (12, 1) li compara a una nube dorata, le cui gocce riflettono la luce del sole che è Dio. L'Apocalisse (7, 9) ci ricorda che sono «una moltitudine immensa, che nessuno può contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua».
Potremmo aggiungere anche «di ogni religione», se è vero che la Bibbia stessa tra i giusti che sono con Dio introduce anche Enok, Noè, Giobbe, il re pagano Daniele, che appartengono a culture e fedi differenti da quella ebraica, mentre Cristo ammette nel Regno dei cieli anche coloro che, pur non avendolo conosciuto, l'hanno amato nei poveri e negli ultimi della terra (Matteo 25, 37-40).
Proprio in questa linea abbiamo voluto chiamare a parlarci della santità un personaggio estraneo all'orizzonte della Rivelazione biblica. La bella raffigurazione del santo che sopra abbiamo citato è, infatti, attribuita a Lao-Tzu, pensatore e maestro cinese del VI-V sec. a.C., esponente della spiritualità taoista. È suggestiva l'idea di distinguere tra parvenza e realtà per illustrare la santità.
L'arte non ha obbedito a questa concezione e ha isolato i santi nelle aureole, li ha trasfigurati nelle icone, li ha disumanizzati nelle leggende agiografiche. E, invece, essi indossano gli abiti della quotidianità, sono spesso persone semplici e modeste. Eppure nel loro intimo ci sono gemme di luce, c'è un fuoco che riscalda, c'è un segno del divino che opera. Aveva, perciò, ragione Rudolf Otto (1869-1937), grande studioso del fenomeno religioso, quando affermava che «il santo è totalmente diverso e nel contempo estremamente vicino all'uomo».
Gianfranco Ravasi
maturin
P.link ¤ commenti ¤ commenti (popup)
categoria : gianfranco ravasi